mercoledì 31 marzo 2010

Venerdì Santo

Fino a non molto tempo addietro nel giorno di Venerdí Santo, tutti solevano vestire a lutto; gli uomini indossando il vestito nero con cravatta nera, le donne l'abito nero lungo sino alla caviglia. Anche senza apposito divieto, non circolavano le vetture in servizio pubblico né gli omnibus e neppure le carrozze padronali. Il lutto era nell'animo ed era veramente sentito, senza ombra di esibizionismo...


P. Carelli 1957

Govedì Santo

Nella STRADA MAGGIORE, che era l'arteria principale della vecchia Taranto, il Giovedí Santo non era consentito il transito delle vetture per una pia costumanza. Tale costumanza voleva, allora, che il Giovedì Santo, poiché il Corpo del Signore giaceva sulla nuda terra, non si attaccassero i cavalli alle carrozze. Fra una tradizione di gentilezza e di pietà e nessuno osava infrangerla. I sontuosi equipaggi delle famiglie patrizie tarantine rimanevano così, come le modeste vetture da nolo, nelle scuderie. Le dame dai grandi casati, verso l'imbrunire, quando la folla della gente minuta cominciava a diradarsi, intraprendevano a piedi il sacro pellegrinaggio...
D. Gennarini