Il carnevale, ma per noi tarantini assume un carattere molto particolare: è il periodo che precede la Quaresima, una Quaresima che solo a Taranto è vissuta in un modo veramente particolare e intenso. Parlare della Quaresima significa proiettarsi immediatamente alla Settimana Santa, ai perdoni, alle processioni dell'Addolorata e dei Misteri. A questo si arriva per tappe, con una preparazione graduata.Con il mercoledì delle Ceneri si entro nel vivo della tradizione pasquale tarantina, una tradizione che, per dirla come Giovanni Acquaviva, «resiste al tempo e parrebbe quasi incredibile, se non ne fossimo tutti testimoni e protagonisti puntuali». Oggi come oggi la secolarizzazione del mondo ha trasformato la vita di ciascuno di noi; ma, almeno dalle nostre parti, la “tradizione popolare” resiste. Ed è importante mettere in luce le grandi potenzialità che essa produce: non solo di aggregazione civica e sociale, ma anche di attrazione verso i misteri fondamentali della fede cristiana il cui fascino s’impone ancora alle vecchie come alle nuove generazioni, nonostante le aggressioni del secolarismo che hanno appannato, se non in taluni casi cancellato, ogni segno del sacro nell'assurdo tentativo di cancellare le orme indelebili di Dio, nella storia umana.
Per fortuna nel mondo di oggi resistono ancora manifestazioni che agli occhi dei più appaiono anacronistiche. E se tante cose sono cambiate negli ultimi tempi, le nostre tradizioni invece resistono. E resistono nonostante le evidenti difficoltà di inserirle in una vita cittadina divenuta convulsa, in una cornice che sembra voglia scacciare dalla. nostra quotidianità tutto ciò che intralcia il ritmo di questa era industriale.
Oggi, dunque, mercoledì delle Ceneri, ha inizio la Quaresima, il periodo di quaranta giorni in cui è cristiano è chiamato alla penitenza e alla riflessione e che ci accompagnerà, costellato da innumerevoli appuntamenti, sino alla Pasqua. Oggi in tutte le chiese, durante la celebrazione della S. Messa, verranno imposte sul capo di ciascun fedele le ceneri ricavate dai rami d'ulivo benedetti lo scorso anno nella domenica delle palme. Il sacerdote dirà la frase "Convertitevi e credete al Vangelo" che suona come un perentorio invito a rinforzare la nostra fede.
Il primo appuntamento che ha visto coinvolta la parte, come dire, tradizionale della Città è stato con le Quarantore, delle manifestazioni del culto eucaristico, una volta così diffuse e così solenni da costituire un tempo di rinnovamento spirituale e sociale, di preghiera e di penitenza. La storia ci dice che durante i giorni della solenne esposizione, le città cambiavano fisionomia: i negozi chiudevano, i lavori dei campi erano sospesi, le barriere sociali cadevano e la fede rifioriva nel cuore della gente che imparava a pregare e a meditare.
Questa adorazione consiste nel sostare in preghiera innanzi a Gesù Sacramentato per quaranta ore. Per tre giorni tutti si avvicendavano in preghiera, giorno e notte, dinanzi all'Eucaristia .
Poi vennero le rivoluzioni politiche e sociali, che portarono inevitabili cambiamenti che, grazie ad una ragione progressista, fecero calare molte pratiche religiose, comprese le Quarantore. Resta però il fatto che questa devozione per oltre due secoli è stata al centro del culto eucaristico.
Le radici dell'adorazione affondano nella consuetudine cristiana del digiuno e dell'astinenza praticata nel triduo pasquale; a questa pratiche si aggiunsero veglie di preghiere che avevano inizio la sera del Giovedì Santo e si concludevano a mezzogiorno del Sabato Santo, nel pensiero del Sepolcro in cui Gesù, secondo il computo fatto da S. Agostino, rimase Quaranta Ore.
L'espansione cominciò non appena Paolo III approvò la pia pratica con un Breve del 28 agosto1537. Nel 1566 i Gesuiti a Macerata contrapposero al carnevale profano un “carnevale santificato” con le Quarantore che attirarono molta gente. Fu l’iniziodi una nuova impostazione che tutt’ora si mantiene.
A Taranto sono molte le parrocchie che, in questi giorni hanno indetto le Quarantore: particolarmente solenni quelle svolte a S. Francesco di Paola e al Carmine, che hanno visto un gran numero di fedeli. Nella chiesa del Carmine, retta dal Parroco Mons. Franco Costantani, che ricopre anche gli uffici di Padre Spirituale Commissario Arcivescovile della Confraternita, c’è stata la presenza adorante dei confratelli in abito di rito e di Consorelle che si sono alternati in questi tre giorni, nell’adorazione continua, anche di notte dinnanzi a Gesù Sacramentato. È davvero bello vedere, nel pieno del progresso e del consumismo, giovani Confratelli che con devozione' sostano dinanzi all'Eucaristia rinunciando anche a festeggiare il profano carnevale.
Domenica avrà inizio la pia pratica della “Via Crucis”, molto attesa dai veraci cataldiani, soprattutto quelle che si svolgono nelle chiese del Carmine e di S. Domenico, dove hanno sede le due principali Confraternite della città. Ma di questo parleremo in seguito.
Benedetto Maria Mainini
Corriere del Giorno
25 febbraio 2009
25 febbraio 2009
Foto: Proprietà Confraternita del Carmine - Taranto















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